Con 321 voti a favore, 225 contro, 41 astenuti è passata venerdì 1 marzo al Bundestag a Berlino la nuova proposta di legge sull’immigrazione in Germania che andrà alla votazione definitiva del Parlamento il 22 marzo. Varie le novità previste, di cui si occupa la nuova legge: immigrazione di forze lavoro, immigrazione di indipendenti, senza contratto di lavoro – possibile soltanto in caso di “sussistenza di interesse economico superiore” -, ricongiungimento familiare, limitazione dell’immigrazione, accoglimento per cause umanitarie, integrazione. Una parziale soddisfazione per la proposta è venuta dal Karl Jüsten, a capo del Commissariato dei vescovi tedeschi, che vede “prese in considerazione, nella nuova legge, alcune importanti richieste delle Chiese”. A questo proposito cita, in particolare, quale causa valida per l’immigrazione le “persecuzioni non statali e per motivi di sesso”, così come l’accoglienza di una clausola che riguarda i “casi sociali gravi”, che le Chiese avevano espressamente richiesto di considerare. Tuttavia, fa rilevare che “la legge, anche dal punto di vista della Chiesa, presenta alcune mancanze” e che, d’altra parte “non si può non riconoscere che nel corso del procedimento legislativo sono stati compiuti dei passi indietro” tra i quali, “particolarmente negativo quello dell’abbassamento dell’età per il ricongiungimento da 14 a 12 anni”. E’ da sperare comunque, conclude Jüsten, che in concreto “si riescano a sfruttare a favore della famiglia e dei bambini le possibilità offerte dallo status di eccezionalità”.