“Una decisione positiva che va oltre le nostre aspettative”. E’ il commento di padre Giovanni Battistelli, Custode di Terra Santa, alla decisione assunta dal Governo israeliano di bloccare definitivamente la costruzione della moschea nei pressi della basilica dell’Annunciazione a Nazareth. “Oltre al blocco della moschea – dichiara al Sir padre Battistelli – viene anche stabilito di ridisegnare il suolo pubblico destinandolo ad una piazza per accogliere i pellegrini che arrivano a visitare la basilica dell’Annunciazione”. “Adesso attendiamo l’attuazione di quanto deciso e speriamo che cessino le manifestazioni di gruppi islamici favorevoli alla moschea, in particolare la preghiera che potrebbe causare qualche problema”. Tuttavia, precisa il Custode, questa decisione “non va letta in chiave antimusulmana. I nostri fratelli musulmani comprendono e molti di loro si sono sempre dichiarati contrari alla costruzione della moschea. Il blocco non deve impedire il dialogo e la coabitazione tra cristiani e musulmani. Per questo auspichiamo che il luogo di preghiera possa essere costruito altrove”. Alla soddisfazione della Custodia si aggiunge anche quella dello stesso Vaticano. ”La Santa Sede – ha detto il portavoce Navarro-Valls – ha appreso con soddisfazione la decisione del governo israeliano di cancellare il progetto di costruzione di una moschea nelle vicinanze della Basilica dell’Annunciazione, a Nazareth, ristabilendo così la legalità, il rispetto per i luoghi Santi e la considerazione delle rispettive comunità di credenti”. ”Si auspica – ha aggiunto Navarro – che la tradizionale, armoniosa convivenza tra musulmani e cristiani a Nazareth, messa in pericolo da un’iniziativa provocatoria, riprenda con il contributo delle Autorità e di tutta la popolazione”. ”E’ facile capire – ha concluso – che non si tratta di una decisione contro i musulmani, le cui Autorità religiose e politiche, nella regione e nel mondo, si erano espresse per lo più contro un progetto che urtava la sensibilità del mondo cristiano e dei pellegrini”. Soddisfazione è stata espressa anche dal nunzio apostolico in Israele, mons. Pietro Sambi che all’agenzia Fides ha detto di “sperare che tale decisione riporti a Nazareth quella convivialità e convivenza fraterna fra cristiani e musulmani che è sempre stata una lunga tradizione e un vanto della città di Maria”. La decisione di costruire la moschea era stata presa dal precedente esecutivo Barak. Le proteste del Vaticano e dei cristiani avevano spinto, nel gennaio scorso, il governo Sharon a sospendere i lavori e incaricare una commissione per valutare la questione. La commissione si è pronunciata per il blocco definitivo dei lavori e proponendo altri sette possibili luoghi per la moschea.