“La democrazia non può esistere senza una dimensione spirituale”. A ricordarlo è il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga e per tanti anni alla guida del Consiglio delle Conferenze episcopali europee. “Da sempre – aggiunge – si dice che per costruire l’Europa, bisogna darle un’anima. Ma perché l’Europa abbia un’anima, occorre che su questo obiettivo si crei un progetto. Si sono fatti tanti progetti economici e politici per costruire l’Europa. Ma su questo scopo non ne esiste ancora nessuno”. Intervenendo al dibattito che si è aperto sul processo di costruzione europea, anche il card. Vlk ha chiesto una maggiore cooperazione in Europa tra Chiese e Stati. “Per dimensione spirituale – spiega l’arcivescovo in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di Sir Europa – si intendono quell’insieme di valori spirituali e morali che fanno il bene autentico dell’uomo ma che lo Stato da solo non è in grado di produrre. E’ invece compito specifico delle Chiese immettere in tutti gli ambiti del vivere sociale una dimensione spirituale intesa come rispetto per la dignità dell’uomo, l’uguaglianza davanti alla legge, la parità dei diritti”. La marginalizzazione delle religioni nel processo di riforma europea è causa della secolarizzazione. “Il secolarismo – spiega l’arcivescovo – porta a sottolineare soltanto la realtà umana – direi orizzontale – del vivere civile. Questa mentalità secolarizzata, priva di qualsiasi dimensione verticale, appiattita sul presente e sul materiale è alla radice di molti mali quali per esempio il non rispetto dei poveri, la ricorsa sfrenata al guadagno”, l’esclusione dei “più deboli dalla produzione dei beni”. Ma l’uomo – prosegue il card. Vlk- non può dimenticare che “la sua vita è legata a Dio. Creato a sua immagine, l’uomo ha impresso dentro di sé questo destino. Cancellare questo destino, significa perdere la strada, far svanire lo scopo, non trovare la felicità”.