All’indomani del referendum con il quale i cittadini svizzeri, con una stretta maggioranza (54,6 %) hanno detto “sì” all’adesione alle Nazioni Unite, le chiese, cattolica e protestante, si dicono “sollevate e soddisfatte della decisione del popolo svizzero”. Già nel gennaio scorso, le chiese svizzere si erano dichiarate favorevoli all’adesione. “Benché imperfetto – scrivevano in un testo intitolato ‘Le Chiese e le Nazioni Unite’ – l’Onu è oggi lo strumento più adatto per preservare e costruire la pace mondiale, promuovere la giustizia tra i popoli e trovare soluzioni ai problemi dell’umanità”. Il precedente referendum sull’adesione, svoltosi nel 1986, aveva visto la rilevante vittoria del no. “L’impegno cristiano per la giustizia, la pace e la salvaguardia della creazione si riflette anche negli obiettivi delle Nazioni Unite”, proseguono le chiese svizzere. “Gran parte dei problemi che incontriamo oggi hanno una dimensione mondiale e sono affrontati dalle Nazioni Unite. La politica estera della Svizzera mette l’accento sui diritti dell’uomo e sull’impegno umanitario. L’adesione all’Onu rafforzerà l’influenza del nostro Paese in questo campo”. Tuttavia per la Federazione delle Chiese protestanti e per la Conferenza episcopale svizzera “sarà importante – nell’ambito della futura collaborazione con le Nazioni Unite – di tenere conto delle preoccupazioni e dei dubbi di coloro che hanno votato no lo scorso 3 marzo. Le due Chiese si aspettano dalla Svizzera l’impegno affinché la voce dei Paesi più piccoli sia ascoltata e tenuta nella giusta considerazione nel contesto internazionale”.