Un invito a “fare spazio a Cristo” nei media, ma anche nella programmazione pastorale, affinché “la voce della Chiesa non sia emarginata o messa a tacere”. E’ quello lanciato oggi dal Papa, che ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali. L’impegno nell’ambito della comunicazione “è una parte vitale della nuova evangelizzazione”, ha detto Giovanni Paolo II, invitando i presenti ad elaborare “una pianificazione concreta ed effettiva” sul piano pastorale, rivolta ad “assicurare che la voce della Chiesa non sia emarginata o messa a tacere nella moderna area dei media”. Tutto ciò, seguendo l’esempio stesso del magistero del Pontefice: “Nel mondo di oggi – ha esclamato, infatti, il Papa – come può il Successore di Pietro portare a termine la sua missione di preghiera allo Spirito e di rafforzamento dei suoi fratelli e delle sue sorelle nella fede, se non servendosi anche dei mezzi di comunicazione sociale?”. La cultura dei media “va evangelizzata”, ha aggiunto il Papa, invitando i presenti a “dotare la Chiesa di ispirazione e idee per questo grande compito, servendosi dei più alti livelli di professionalità e delle più profonde risorse della fede cristiana e della tradizione cattolica”. Citando i due documenti presentati ieri dal dicastero pontificio, Giovanni Paolo II ha sollecitato ad affrontare “senza paura” le sfide culturali poste dalla “rivoluzione delle comunicazioni e dell’informazione”, per portare nel mondo “la verità di Cristo” e promuovere “una genuina etica umana” in grado di “costruire comunione, invece che alienazione, tra gli individui”. “Gesù è la Buona Notizia”, ha concluso il Papa, ed evangelizzare significa testimoniare che “se non c’è spazio per Cristo, non c’è spazio per l’uomo”.