AIDS: UN PROGETTO DELL’OIM NEI BALCANI PER PREVENIRE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS

I risultati di un progetto-pilota per prevenire la diffusione dell’Aids nei Balcani, un’area a rischio a causa del traffico di sostanze stupefacenti, della tratta di esseri umani e della presenza di contingenti internazionali, sono stati presentati oggi a Roma nel corso di una conferenza internazionale sul tema “La sfida per la cooperazione nella lotta contro la diffusione di Hiv/Aids nell’Europa sudorientale”, organizzata dall’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), in collaborazione con Lila/Cedius. Al termine della conferenza verrà lanciata la proposta di un programma regionale basato sullo scambio di conoscenze, ricerche, azioni di prevenzione e sostegno ai piani sanitari nazionali, in Slovenia, Croazia¸ Bosnia, Federazione jugoslava, Macedonia, Albania, Romania, Bulgaria. Secondo dati diffusi durante il convegno risulta infatti che, su un campione di 640 tossicodipendenti dei diversi Paesi balcanici, circa la metà scambia le siringhe e il 71% di questi ha comportamenti sessuali a rischio. Nella sola Serbia il 61% dei malati di Aids ha preso il virus usando siringhe infette. “Nei Balcani i dati non sono allarmanti come in Africa – spiega Michela Martini, responsabile del progetto -, ma bisogna tener presente che è difficile quantificare il numero reale dei sieropositivi e dei malati da Hiv perché sottostimati rispetto ai casi accertati dalle strutture sanitarie. Inoltre molti, non avendo la possibilità di curarsi nel proprio Paese sono costretti ad andare all’estero per le terapie”. Una delle iniziative del progetto-pilota – durato un anno e che è servito a creare una rete di contatti con governi e ong – è stata la realizzazione di un video da utilizzare come materiale didattico nelle scuole, con calciatori italiani e di Sarajevo che invitano alla prevenzione dell’Hiv e della tossicodipendenza.