“E i diritti della persona immigrata?” E’ la domanda che si pone don Giancarlo Perego, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana, che interviene al Sir a commento del testo di legge sull’immigrazione approvato ieri dal Senato e ora all’esame della Camera. Per don Perego questo disegno di legge non si prende cura della “salvaguardia dei diritti e doveri della persona immigrata ma considera l’immigrato solo come un lavoratore temporaneo necessario e utile all’azienda-Italia”. Don Perego auspica che alla Camera ci sia maggiore attenzione ai temi dei “minori, dei rifugiati, alla regolarizzazione di tutto il mondo del lavoro nero, non solo delle colf, che è un aspetto importante ma non deve essere affrontato solo ad uso delle necessità delle nostre famiglie”. E avverte: “In futuro l’immigrato non sceglierà più il nostro territorio se non potrà integrarsi e vedere riconosciuti alcuni diritti. Di conseguenza sarà penalizzato anche il mondo del lavoro e la società italiana”. Preoccupazione viene espressa anche per la limitazione al 5% dell’accessibilità alle quote di alloggi popolari concessi agli immigrati, “molto bassa rispetto alle esigenze di alcuni territori” e che rischia di “ghettizzare” l’immigrato e giudicare l’assegnazione di una casa sulla base di preconcetti. Per questo auspica “una attenzione delle amministrazioni locali per far aumentare la quota del 5%”. (segue)