COSTANTINI (CSI): “ATTENTI AI PIROMANI DEL CALCIO VIOLENTO”

” “”Mai come in queste ultime settimane di autunno il calcio italiano ha odorato di violenza e di ipocrisia, offrendo di se stesso il più indecoroso degli spettacoli”: inizia con queste parole la “lettera aperta” del presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano (Csi), Edio Costantini, dedicata “ai tanti veleni che continuano a inquinare il calcio italiano”. L’associazione di ispirazione cristiana, cui aderiscono oltre 700 mila tra ragazzi e giovani in 12 mila gruppi presenti in altrettante parrocchie italiane, da quasi cento anni (è stata fondata nel 1906) propone una visione ed una pratica dello sport fondata sui valori dell’educazione e della responsabilità. Prospettiva diversa da quella dei “violenti”, come li definisce Costantini, “che creano le condizioni necessarie perché i normali cittadini dei giorni feriali si trasformino nei deliquenti bestiali della domenica”. Nell’elenco di tali “violenti”, il presidente del Csi inserisce anche “i dirigenti che parlano di complotti politico-arbitrali per nascondere le magagne tecniche della loro squadra”, “gli allenatori che si incarogniscono a bordo campo”, “i giornalisti che processano per ora l’aria fritta”, “i giocatori che si picchiano in campo e poi vanno al night tutti insieme”. Cita ancora “gli amministratori incapaci o lazzaroni che riescono a svuotare di soppiatto casseforti miliardarie”. Per evitare generalizzazioni o confusioni, Costantini invita quindi a sforzarsi di “distinguere finalmente tra i manovali e gli ingegneri della violenza, tra gli esecutori ed i mandanti”. Il dubbio che il presidente del Csi avanza è che ci sia “chi li strumentalizza (i tifosi violenti) lusingandoli per fare cassa e aizzandoli per fare audience”. “Nell’odierno calcio che brucia – conclude – sono come quei piromani che in estate sono pagati per sorvegliare i boschi e invece si danno da fare per incendiarli, così da conservare lo stipendio anche in inverno dedicandosi al rimboschimento”.