” “”La globalizzazione va creando una crescente separazione tra i luoghi in cui viene prodotta una cultura e i luoghi in cui essa può essere fruita” e ciò è all’origine “dello sradicamento di sempre più numerosi gruppi sociali”. Questo essere “cittadini di due mondi” è oggi, secondo l’economista Stefano Zamagni, il connotato prevalente dei migranti, per i quali occorre “configurare un nuovo modello di rapporto tra identità e multiculturalità”. Zamagni, intervenuto oggi al convegno “Le migrazioni internazionali in Europa” promosso a Roma dal Centro culturale Saint-Louis de France in collaborazione con i Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e per i Migranti, si è detto convinto della necessità che l’integrazione si fondi “su una prospettiva interculturale” in grado di “assicurare a tutti il soddisfacimento dei diritti fondamentali dell’uomo e, al tempo stesso, garantire uno spazio pubblico in cui i portatori di un’identità culturale diversa da quella del Paese ospitante possano giungere al consenso sui limiti entro cui mantenere le proprie posizioni”. A questo fine occorre ribadire “il primato della persona sullo Stato e sulla comunità, oltre ad una concezione di libertà che non è mera autodeterminazione, ma autentica relazione con l’altro”, ha osservato l’economista. Va quindi affermato il principio della “neutralità dello Stato: non indifferenza”, ma “imparzialità verso le diverse identità” cui chiedere di “fare proprio un nucleo di valori irrinunciabili, validi per tutti gli uomini”. “L’accettazione di tale nucleo di valori”, chiarisce Zamagni, “è la soglia al di sotto della quale” il Paese ospitante “non può accogliere alcuna richiesta di riconoscimento a livello istituzionale di altre culture”. Lo stesso Paese deve d’altro canto promuovere “un’educazione interculturale ” che favorisca “per ogni cultura una marcia, più o meno lunga, di avvicinamento ad una base comune di valori condivisi”. Entrando nello specifico dell’immigrazione musulmana in Europa, secondo Zamagni “l’Occidente può contribuire a far sì che si diffonda l’Islam tollerante che ha in sé la possibilità di conciliare la sua religione con la modernità”, a condizione di manifestare con chiarezza “il sistema di principi nei quali ci si riconosce per far comprendere al ‘nuovo arrivato’ che diritti umani e istituzioni imperniate sul principio di libertà hanno valore vincolante per tutti”.