GIOVANNI PAOLO II: DIO È “SANTO”, MA NON “INDIFFERENTE ALLA STORIA”

” “Dio è “santo”, ma non “indifferente alla nostra storia e alle nostre attese”. A ribadirlo è stato oggi il Papa, commentando il Salmo 98, al centro dell’udienza generale. “Il fedele – ha esordito Giovanni Paolo II – iniziando la sua giornata sa di non essere abbandonato in balia di un caso cieco e oscuro, né votato all’incertezza della sua libertà, né affidato alle decisioni altrui, né dominato dalle vicende della storia. Egli sa che sopra ogni realtà terrena si erge il Creatore e Salvatore nella sua grandezza, santità e misericordia”. Poi il Papa si è soffermato sul concetto di “santità di Dio”, un termine che nel linguaggio biblico indica la “trascendenza divina”. “Dio – ha puntualizzato il Santo Padre – è superiore a noi, e si colloca infinitamente al di sopra di ogni creatura. Questa trascendenza, tuttavia, non lo rende un sovrano impassibile ed estraneo: quando viene invocato, risponde. Dio è colui che può salvare, l’unico che può liberare l’umanità dal male e dalla morte”. Anche nel Salmo 98, “il Signore non si è ritirato nello spazio inaccessibile del suo mistero, indifferente alla nostra storia e alle nostre attese. Egli viene a giudicare la terra”. E al tema della santità il Papa ha accennato anche ieri sera, al termine del concerto “Un inno dalle vette”, promosso dall’Unione nazionale comuni comunità enti montani in occasione dell’Anno internazionale delle Montagne: “L’ardua maestosità delle vette – aveva detto il Pontefice – stimola a porre in luce quei valori di tenacia e di umiltà che sono indispensabili per affrontare la vita di ogni giorno e per salire con ardore verso l’alta montagna della santità”.
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