” “”Una migliore concertazione tra proprietà, azienda, sindacati e istituzioni governative”: questa, per i vescovi italiani, la strada da seguire per la crisi della Fiat, “affinché si possa giungere a soluzioni che limitino i danni e le conseguenze occupazionali”. La “grave crisi della Fiat” ed il “problema drammatico della disoccupazione, specie nel Meridione”, sono tra gli argomenti principali del comunicato finale della 50a Assemblea generale della Cei, svoltasi a Collevalenza dal 18 al 21 novembre. “In sintonia” con quanto già espresso dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei, nella prolusione si legge nel documento diffuso oggi “i vescovi seguono con preoccupazione questa vicenda allarmante, che va oltre l’ambito degli insediamenti industriali direttamente interessati, e auspicano una migliore concertazione tra proprietà, azienda, sindacati e istituzioni governative affinché si possa giungere a soluzioni che limitino i danni e le conseguenze occupazionali”. I vescovi, inoltre, rinnovano “un pressante invito ai responsabili politici e ai rappresentanti delle istituzioni affinché offrano, specialmente nel campo della solidarietà, una testimonianza di maggiore coesione a vantaggio del bene comune”, auspicando un “progetto globale di società” in grado di “sostenere” le famiglie e di reagire alla “persistente e grave crisi delle nascite”; altro campo prioritario di intervento è quello della scuola, in merito alla quale la Cei esprime “preoccupazione per la scarsità di risorse disponibili” e chiede “che non siano ridotti gli stanziamenti e che ci si adoperi a migliorare la qualità dell’istruzione, in stretto collegamento con le famiglie e con tutte le componenti sociali”. “Particolare eco”, si legge nel comunicato finale, ha avuto tra i vescovi l’appello del Papa per “un segno di clemenza” verso i detenuti “mediante una riduzione della pena”: “nel rispetto dei tempi e delle modalità, e con attenzione alla sicurezza dei cittadini”, i presuli “invitano a non dimenticare questi fratelli”. In materia di immigrazione, i vescovi rinnovano la loro disponibilità a “collaborare per una piena integrazione degli immigrati”, e “a fronte delle manifestazioni di protesta e di riflessione sulla globalizzazione”, come il Social Forum europeo di Firenze, ribadiscono la necessità di “riprendere una reale educazione al sociale”, con “una catechesi che sappia coniugare il Vangelo con la giustizia, con il rispetto del creato, con l’autentica solidarietà”.
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