TERREMOTO: DAL MOLISE ALLA SICILIA INIZIATIVE SOCIALI E APPELLI A “NON DIMENTICARE”

” “Nelle zone del Molise colpite dal terremoto si organizzano master per aiutare i giovani ad operare in contesti di emergenza mentre dalla Sicilia arriva un appello accorato dell’Ac di Acireale “a non dimenticare i terremotati dell’Etna”. Se ne parla in un servizio più ampio che verrà pubblicato nel prossimo Sir bisettimanale. Un master di ‘Interventi relazionali in contesti di emergenza’ è infatti l’iniziativa dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, impegnata con un progetto di sei mesi nel comune di Ripabottoni, uno dei paesi maggiormente colpiti dal sisma. Al mattino i ragazzi del master svolgono attività di supporto dei docenti delle scuole materna, elementare e media per aiutare altri ragazzi ad elaborare l’esperienza drammatica vissuta. Nel pomeriggio, oltre ad attività di aggregazione e socializzazione (sempre con i ragazzi) viene offerto supporto psicologico ad adulti e anziani che spesso mostrano difficoltà proprio nella fase del rientro nelle case, per la paura di un nuovo terremoto. Inoltre in questi giorni, a San Giuliano di Puglia, il “Comitato vittime della scuola di San Giuliano di Puglia” ha chiesto ai media il rispetto della Carta di Treviso per la tutela dei minori. In un “protocollo per la stampa” si diffida chiunque dal trarre vantaggio economico dalle immagini delle vittime del terremoto e si chiedono “garanzie ai mass media affinché non interrompano la loro opera di comunicazione sulle richieste e le denunce degli abitanti delle zone terremotate”. Intanto in Sicilia l’Azione cattolica della diocesi di Acireale invita a “non dimenticare i terremotati dell’Etna”: “Un migliaio di persone hanno perso la casa e molte pure il lavoro – si legge nell’appello -. Facciamo nostro il loro grido di dolore affinché nessuno li dimentichi e non sentano la desolazione dell’abbandono”. “Mi sembra però di notare – afferma Carmelo Coco, presidente diocesano di Ac – che l’attenzione delle istituzioni, della Chiesa e dell’opinione pubblica si sia spostata. La nostra non vuole essere la guerra tra persone provate dal dolore. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà verso la gente del Molise così duramente provata dal terremoto e che piange 26 vittime innocenti. Ma anche sull’Etna l’inverno avanza velocemente. Tutto rende ancora più disagevole la vita delle persone costrette a vivere nelle tendopoli. Gli effetti del terremoto non cambiano scendendo di latitudine…”