” “”L’economia europea parla una sola lingua con l’euro. La politica monetaria ha un’unica direzione con la Banca Centrale Europea. Ma non basta. Occorre dotarsi di un’autorità che sappia indirizzare in modo unitario la politica economica, recuperando la perdita di competitività che allontana il vecchio continente dagli Usa e dalle economie emergenti”. Con queste parole Francesco Merloni, presidente nazionale dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid), interviene al seminario “Dopo l’euro l’unione politica”, organizzato dalla Fondazione Alcide De Gasperi, in corso alla camera dei deputati. “Il rilancio – prosegue Merloni – può avvenire incidendo sul piano dell’innovazione e del rinnovamento del patrimonio umano e valorizzando la risorsa indispensabile dell’immigrazione”.
” “Conciliare il governo dell’economia e cultura della solidarietà è l’altro nodo affrontato dal seminario. “Assistiamo ad un affievolirsi del senso e della cultura della solidarietà”, precisa mons. Gianpaolo Crepaldi, segretario del Pontificio consiglio di giustizia e pace, che aggiunge: “Si pensa che la Santa Sede sia interessata al riconoscimento esplicito del valore istituzionale delle Chiese e del fondamento cristiano all’interno della futura costituzione europea. E’ vero ma limitativo. E’ necessario superare l’approccio individualistico e mettere al centro l’uomo e la sua dignità, tutelando la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, riconoscendo come valore comune il principio di sussidiarietà”. “Con l’unione monetaria – aggiunge Carlo Secchi, rettore dell’università Bocconi – abbiamo attuato un edificio incompleto. L’euro è un poderoso fattore di identità ma il governo di tutto ciò che non è moneta è rimasto come prima”. Le questioni aperte riguardano la politica estera, ma anche la politica economica con nuove regole. “Non si può immaginare una via neoprotezionista – conclude Secchi -. L’Ue deve mantenere i mercati aperti, compreso quello agricolo e trovare il giusto spazio nell’economia globale se vuole recupera efficienza. Senza perdere tempo a criticare il patto di stabilità che è la sola garanzia che abbiamo per dotarci di un governo unitario”.