UNIONE EUROPEA: L.PETERLE, “CULTURA, SPIRITUALITÀ E RICONCILIAZIONE, I PILASTRI DELLA NUOVA EUROPA”

Sono questi tre passi necessari per la costruzione dell’Europa. E’ quanto è emerso nel corso del Colloquio internazionale, promosso oggi a Roma, dalla Fondazione De Gasperi sul tema “Dopo l’euro, l’unione politica”.
Parlando dei valori etici e culturali, fondamento della futura costituzione europea, Lojze Peterle, già primo ministro sloveno e presidente della delegazione dei Paesi candidati alla convenzione europea, ha ricordato “la necessità di inserire nella nuova costituzione europea una formula che ribadisca l’identità culturale e spirituale dell’Europa”. Questa, però, deve passare attraverso “un processo di riconciliazione culturale e spirituale”. Solo così ha proseguito Peterle, “si può sviluppare una nuova attitudine alla dimensione spirituale che ispiri la creatività dei cittadini europei”. Nella costruzione della nuova Europa “tutte le fonti religiose devono avere possibilità di esprimersi, secondo un chiaro principio di tolleranza”. Cultura e cristianesimo, quale una delle fonti religiose a cui attingere, diventano “pilastri dell’Europa poiché promuovono la pace, la solidarietà in rispetto e la cooperazione”. “Un ruolo dominante in questa fase – ha concluso Peterle – appartiene ai cittadini chiamati ad accelerare il processo di Unione diventando, sulla scia dei padri fondatori dell’Europa, fratelli e sorelle dell’Unione europea”. Sull’importanza del ruolo delle religioni e più in particolare del cristianesimo nella futura Ue si è espresso anche Elmar Brok, presidente del gruppo del partito popolare europeo (Ppe) alla convenzione europea. “In questa fase di costruzione – ha detto Brok – è importante che vengano riaffermati quei valori religiosi e cristiani che sono alla base di uno stato democratico. Bisogna incoraggiare la Chiesa a promuovere i valori di dignità e di rispetto dell’uomo nell’Ue, nel rispetto del pluralismo”. “L’Europa ha concluso non è solo mercato ma anche insieme di valori condivisi anche spiritualmente come l’esperienza spirituale ecumenica sta ampiamente dimostrando”.