SVIZZERA: REFERENDUM SUL DIRITTO D’ASILO, I VESCOVI, “GRANDE SOLLIEVO” PER IL NO ALLE RESTRIZIONI (SIREUROPA)

Con “grande sollievo” i vescovi svizzeri hanno appreso la notizia della sconfitta del referendum di iniziativa popolare che chiedeva ulteriori restrizioni al diritto di asilo. In una nota diffusa ieri subito dopo i risultati, i vescovi sono tornati a ribadire “il loro sostegno ad una politica solidale con gli stranieri e i rifugiati”. Domenica 24, il popolo svizzero è stato chiamato alle urne per votare un referendum dal titolo “iniziativa popolare contro gli abusi del diritto di asilo”. Proposto da un solo partito, il referendum chiedeva di restringere ulteriormente il diritto d’asilo agli stranieri. Si erano schierati contro l’iniziativa tutte le chiese cristiane del paese e gli enti di volontariato. La vittoria del no però è stata di misura. Hanno votato contro il referendum il 50,1 per cento della popolazione, con uno scarto di appena 3.000 voti. E’ la vittoria più stretta dall’inizio del referendum di iniziativa popolare in Svizzera, tanto che oggi i quotidiani parlano di una vittoria che rappresenta comunque una “disfatta”. Vista la ristrettezza dei voti di scarto, si parla ancora di “vittoria provvisoria” e come sempre sarà il governo a procedere ai controlli dei voti. Intanto le prime dichiarazioni. “Se l’iniziativa fosse stata accettata dal popolo – scrivono i vescovi svizzeri – la solidarietà avrebbe subito un grave colpo ed avrebbe svuotato al legislazione svizzera di una buona parte della sua sostanza umanitaria. Ma la ragione si è imposta e il diritto a trovare rifugio continuerà a guidare la politica d’asilo del nostro Paese”. I vescovi invitano le autorità a tenere conto del 50% della popolazione che ha votato a favore del referendum, e sottolineano che è “legittimo adottare misure per limitare gli abusi”. “Ma – aggiungono – le risposte da dare alla popolazione non dovranno mai essere in disprezzo delle dignità dei richiedenti asilo e degli stranieri in generale”.