” “”Il vincolo – penalizzante e mortificante, certo – della scarsità di risorse fornite alla ricerca dalle istituzioni non può distrarci da ciò che davvero ci occorre, e cioè lo slancio verso nuovi modelli organizzativi della ricerca scientifica”. È quanto ha ribadito questa mattina Lorenzo Ornaghi, rettore magnifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel discorso inaugurale dell’anno accademico 2002/2003 della sede romana. Ornaghi, che già nel discorso inaugurale pronunciato l’11 novembre scorso a Milano aveva parlato della “scarsità di risorse”, è oggi tornato sull’argomento: “Occorrono metodologie nuove di impiego e diffusione dei risultati della ricerca, e ancor prima, nuove forme di acquisizione in partnership delle indispensabili risorse”. È su questo terreno, ha proseguito il rettore magnifico, “che si giocherà l’autentica apertura dell’Università, sulla base della propria identità, nei confronti qualsiasi organizzazione che intenda fare della ricerca il principale vettore del nostro Paese”. Perciò, “dobbiamo procedere con decisione sulla strada dell’internazionalizzazione. Occorre moltiplicare gli scambi, rendere più fruttuose le già esistenti convenzioni con le Università italiane, avviare nuove forme di sostegno alla preparazione delle classi dirigenti dei Paesi in via di sviluppo. Soprattutto, bisogna saper connettere il più armonicamente possibile la formazione a carattere internazionale con l’innalzamento della ricerca scientifica”. Dunque, ha affermato Ornaghi, “ridisegnare, muovendo dallo sviluppo e dalla qualità della ricerca scientifica, la propria funzione culturale: questo è il crocevia a cui si trova l’intero sistema universitario europeo. Se questo è il compito di ogni Ateneo, per noi – in questa fase della vita del Paese – esso è una missione e un dovere”. Concludendo il proprio intervento, Lorenzo Ornaghi ha sottolineato l’importanza del ‘Progetto culturale orientato in senso cristiano’: “Ad esso andranno annodate le ricerche scientifiche. Verso il ‘Progetto culturale’, poi, occorrerà far convergere tutti quegli sforzi individuali e di gruppo, che altrimenti sarebbero a repentaglio, esposti come sono al rischio della frammentazione e dell’irrilevanza”.
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