” “Amano comunicare con le parole “condensate” degli sms e “globalizzate via Internet”. Si presentano incerti ed insicuri e sono più interessati alle “evasioni virtuali che ai progetti concreti”. Eppure “si dimostrano assetati di senso e bisognosi di certezza esistenziali”. Per questo hanno bisogno di “testimoni convinti e convincenti”. E’ la fotografia che il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, ha fatto dei giovani intervenendo sabato scorso a Bologna al X Convegno internazionale dei Gruppi giovanili, promosso dalla Società “Dante Alighieri” sul tema “I linguaggi della comunicazione giovanile nella cultura italiana”.
” “Il cardinale ha sottolineato in particolare la diffusione tra i giovani di un linguaggio che “allergico ad ogni costruzione logica”, e “remoto da ogni autenticità umana”. “In un simile contesto ha aggiunto – la condizione giovanile risulta gravata di molte incertezze e molte insicurezze, e pare interessata più alle evasioni virtuali che ai progetti concreti, suggestionata e dipendente da un sistema informativo gremito di ‘dati’ e carico di messaggi, ma povero di finalità e di valori”. Ma, non si sono solo “motivi di preoccupazione”. “C’è ha detto Biffi anche qualche valida ragione di fiducia”. “Nella loro più intima verità ha osservato -, oltre i mimetismi imposti dalle abituali frequentazioni e i travestimenti desunti dall’ambiente, le nuove generazioni conservano caratteristiche positive, ricche di potenzialità e di energia spirituale”. Ma hanno bisogno ha aggiunto l’arcivescovo – di “guide” discrete, “non autoritarie ma intrinsecamente autorevoli” che sappiano aiutarli a “ritrovare la voglia di guardare con animo, al tempo stesso critico e appassionato, al dono del loro presente, a mettere a frutto le loro risorse, a progettare coraggiosamente il loro futuro. I giovani, anche se difficilmente lo dicono a parole, interpellano sempre gli adulti e aspettano di essere aiutati efficacemente da loro”.
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