” “”Quella del Prestige è una tragedia annunciata che deve spingere i vari Organismi internazionali ad incentivare l’uso di fonti energetiche alternative diminuendo la dipendenza dal petrolio”. Per Matteo Mascia, coordinatore del progetto “Etica e politiche ambientali” della Fondazione Lanza di Padova, è, infatti noto da tempo che “ci sono delle vere e proprie carrette del mare che solcano i mari, cariche di petrolio. La cosa grave è che i Governi non si decidono a creare delle istituzioni capaci di vigilare e sanzionare economicamente e penalmente le violazioni delle convenzioni vigenti”. “Non tutte le navi adibite a trasporto di greggio dichiara al Sir Mascia – hanno il doppio scafo come previsto dalla legge. Mettere a norma una petroliera ha un costo notevole ma a pagare i costi ambientali ed economici dell’inquinamento della costa saranno ora i cittadini”. Per questo, secondo l’esperto, “sarebbe opportuno inserire queste spese nel costo del greggio. Il conseguente aumento del prezzo del petrolio potrebbe rivelarsi utile per rilanciare la ricerca di nuove fonti di energia come quella solare, eolica, fotovoltaica, ad idrogeno che non presentano alcun rischio”. “Scelte del genere conclude – sono difficili da immaginare nel breve periodo. Il recente summit di Johannesburg lo dimostra visto che la questione energetica non è stata affrontata e risolta. Ma a medio e lungo termine si può fare qualcosa. In particolare decidere di investire più risorse in energie rinnovabili e costruire le premesse per affrancarsi maggiormente dal petrolio”.