” “Il “rischio” più grande per l’Italia consiste nella “disgregazione delle responsabilità sociali”, che porta ad un “depauperamento del sistema-Paese” e fa prevalere “logiche sempre più violente, basate sull’individualismo e sulla ricerca del profitto a tutti i costi”. Ne è convinto mons. Alessandro Plotti, arcivescovo di Pisa e vicepresidente della Cei, che nel corso della seconda conferenza stampa della 50a Assemblea generale dei vescovi italiani, che si concluderà domani a Collevalenza, ha denunciato, sul piano politico, “lo spappolamento dell’attenzione e della passione per il bene comune, per la cosa pubblica”: un esempio per tutti, la tendenza sempre crescente all’astensionismo, che è “un campane” d’allarme” riguardo “allo sfilacciamento delle responsabilità sociali e politiche”, oltre che del “deterioramento dell’eticità della cosa pubblica”. Riflusso nel privato, corporativismo, prevalere della “logica sempre più violenta” dell’individualismo e del profitto: questi alcuni “mali” denunciati da Plotti, secondo cui “oggi occorre fare uno sforzo molto più efficace per educare i giovani ad occuparsi degli altri”. Un’occasione importante, in questa prospettiva, secondo i vescovi potrebbe essere offerta dal “nuovo” servizio civile, dopo la fine dell’obbligatorietà del servizio militare. “E vero – ha detto il vescovo – che tra i giovani il volontariato è un fenomeno in grande espansione, ma occorre distinguere tra volontariato e impresa sociale, e tener presente che un conto è dedicarsi agli altri in maniera volontaristica ed emotivamente forte, un altro è prepararsi seriamente ad un servizio”, come quello civile, che va “ripensato” attraverso una legge che preveda anche “incentivi” per i giovani a “dedicare almeno un anno della propria vita agli altri. Nel passato – ha concluso Plotti – il servizio civile non è stato sempre così cristallino, e questo ha danneggiato fortemente la genuinità delle motivazioni. Il fatto che oggi il servizio militare non sia più obbligatorio permette alla Chiesa di incidere di più sulla ‘gratuità’ di questa scelta, ma serve una legge che incentivi questo tipo di servizio”.