” “I media hanno un grande influsso sulla “tenuta morale delle famiglie e dell’intera società”, ma “l’insistenza sulla cultura dell’effimero, sul sesso fine a se stesso, sulla violenza e sulla cronaca nera sta generando una reazione di stanchezza e anche di rigetto”: una sorta di “cambiamento di rotta”, insomma, che “dia spazio ai valori etici, alle testimonianze ed esperienze positive della vita”. Ne è convinto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che aprendo oggi a Collevalenza la 50a Assemblea dei vescovi italiani ha espresso “forti perplessità e preoccupazioni” riguardo all’incidenza dei media nel quotidiano; “soprattutto per quanto riguarda la visione della vita che viene prevalentemente proposta e l’influsso che ne consegue sulla tenuta morale delle famiglie e dell’intera società, in particolare sulla formazione dei bambini e dei ragazzi”. Da qui, per Ruini, le “molteplici responsabilità” non solo di “coloro che operano direttamente nei media”: gli utenti, secondo i vescovi, “possono e devono far sentire la loro voce ed esercitare scelte quotidiane non conformiste e rassegnate”, anche attraverso “iniziative per migliorare la qualità dell’emittenza televisiva e la tutela dei minori”. Oltre ai mass media, sono le “neuroscienze” a minacciare l’uomo, ha sottolineato il presidente della Cei citando le “possibilità pratiche aperte da queste scienze, per quanto riguarda la cura delle patologie ma anche le modificazioni dei nostri stati mentali, le condizioni del nostro vivere, scegliere, pensare e comunicare”. E’ in tale orizzonte, per Ruini, che “si decide la questione del carattere umanistico della nostra civiltà”, ed è per questo che la “questione antropologica” – tema di fondo dell’Assemblea di Collevalenza – non può essere “affrontata in maniera ‘neutrale’, come se noi stessi non fossimo in gioco”.