” “”Occorre confrontarsi innanzitutto sulla concezione della libertà religiosa, vero pilastro del dialogo ecumenico, alla luce della comune eredità cristiana”; in seguito “si potranno affrontare le questioni ecclesiologiche le cui diverse interpretazioni hanno avuto ricadute non solo sulle Chiese ma anche sulle culture”. Il presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, card. Walter Kasper, intervenuto stamani a Roma al simposio internazionale “La Sapienza come fonte dell’unità per l’Europa: religione, scienze, arti” che si chiude domani, si è detto convinto che “la ricerca di un nuovo consenso tra cattolici e ortodossi, in particolare sulla dottrina dello Spirito Santo, potrebbe costituire un segno di speranza per l’unità della Chiesa e il riavvicinamento spirituale tra Europa orientale e occidentale”. “Cattolici, ortodossi e protestanti” devono perseguire “insieme l’intento comune di far riconoscere alla religione, nel futuro trattato costituzionale dell’Unione Europea, lo spazio che le compete nella vita pubblica” ha osservato il vescovo di Podolsk e rappresentante della Chiesa ortodossa russa presso le organizzazioni internazionali europee, Hilarion Alfeyev, riferendosi alla lettera inviata nello scorso mese di settembre dalle Chiese cristiane a Giscard d’Estaing. Solo “attraverso una forte solidarietà reciproca i cristiani potranno tutelare la propria identità combattendo il ‘laicismo militante’ che affiora qua e là e impedisce all’Europa di essere una vera casa per tutte le religioni”. Sull’urgenza di “ripristinare le coordinate del pensiero critico di fronte alle costruzioni ideologiche e al conformismo dell’attuale società appiattita sul relativismo e sull’edonismo consumistico” si è soffermato infine Serguei S. Averintsev, accademico dell’Accademia russa delle scienze.
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