VOLONTARIATO: ASSEGNATO “L’OSCAR DI BILANCIO” ALLA FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI DEL VENETO

” “E’ stato assegnato alla Fondazione Banca degli occhi del Veneto l’Oscar di bilancio e della comunicazione delle organizzazioni nonprofit, promosso da Ferpi (Federazione relazioni pubbliche italiane), in collaborazione con Fivol (Fondazione italiana per il volontariato), Sodalitas, il settimanale Vita ed altre organizzazioni. Il premio è stato assegnato oggi, insieme ad altri “Oscar di categoria”, durante una cerimonia che si è svolta a Roma e alla quale ha preso parte anche il Premio Nobel Rita Levi Montalcini. All’edizione di quest’anno hanno concorso 62 realtà del no profit. Il Premio viene assegnato all’organizzazione che “ha saputo esprimere meglio i risultati economici e sociali della propria attività attraverso il bilancio e con una comunicazione efficace e innovativa rivolta ai pubblici di riferimento”. L’organizzazione premiata, la Fondazione Banca degli occhi del Veneto onlus, la prima di questo tipo in Europa, è nata nel 1987 per “far sì che la donazione delle cornee sia frutto di una scelta consapevole, e per migliorare la qualità della vita delle persone bisognose di un trapianto di cornea”. Opera principalmente in Veneto e in Friuli Venezia Giulia e riesce a soddisfare completamente le necessità di queste regioni. Gli altri Oscar di categoria sono stati assegnati: per il settore cooperazione allo sviluppo all’Ai.Bi. (Associazione amici dei bambini); per il “grantmaking” (finanziamento di progetti) alla Fondazione Cariplo e per il settore ricerca l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro). Una menzione speciale è stata data, per il settore “ambiente”, all’Associazione “Il Pineto” di Roma , mentre il Premio speciale Partnership profit-non profit è andato all’iniziativa “Ci sono gesti che valgono il doppio”, promossa da Esselunga insieme a Fondazione dell’Ospedale pediatrico Anna Meyer di Firenze. La senatrice Montalcini, intervistata da Roberto Napolitano, vicedirettore del “Sole 24 ore”, ha auspicato che l’Italia “investa di più nelle attività di ricerca scientifica dei giovani, per valorizzarne le capacità e fare in modo che non debbano emigrare all’estero per essere riconosciuti. C’è bisogno di scuole che non diano solo informazioni ma una vera formazione”.