DIALOGO INTERRELIGIOSO: CRISTIANI E MUSULMANI A MODENA, “NON ESISTE UNO SCONTRO DI CIVILTÀ” (2)

Ciò che preoccupa lo scrittore è la contrapposizione di immagine che si è creata tra il “mondo occidentale che vede nell’Islam una religione intollerante, una religione di conquista” e i musulmani che “non sentono di corrispondere a questa immagine”. “Questa differenza – ha aggiunto –tende ad offuscare ciò che potrebbe essere un dialogo”, e rischia di “essere veramente esplosivo” perché “dà spazio da una parte al razzismo e dall’altra ad un ripiegamento su se stessi dei musulmani”. Khaled Fouad Allam ha poi lanciato una prospettiva per il dialogo. “Quanto al futuro – ha detto – alla convivenza tra islamici, cristiani e laici, io penso che l’Europa debba investire su questi uomini-ponti, su questi musulmani che sono in grado di fare il passaggio fra le culture. Questo mi sembra importante perché è un investimento sulla cittadinanza”. Carmine Di Sante, esperto di ebraismo, ha invece proposto la via della “ospitalità” come “grande risposta ai problemi di fronte ai quali oggi ci si trova: immigrazione, ingiustizia, fame e violenza”. E’, in realtà, una via iscritta nella Bibbia. “Il testo biblico – ha ricordato – è quello che non soltanto parla dell’accoglienza dello straniero ma addirittura dell’accoglienza del nemico, nel senso di rispondere alla sua violenza con un gesto di non violenza”. Nell’aprire i lavori, Natalino Stringhini, vice-presidente nazionale Acli, ha detto che l’appuntamento modenese è rivolto a quanti “ritengono che il dialogo interreligioso non possa essere più considerato un argomento per addetti ai lavori, ma al contrario rappresenti un momento decisivo in vista della costruzione di una società aperta, profondamente democratica e che si trova a doversi confrontare con i temi del dialogo tra religioni e culture nella ricerca di un nuovo patto di cittadinanza e di un modello di integrazione nel nostro Paese”.