EUROPA: CARD. P. POUPARD, IL CONTRIBUTO DEL PAPA ALLA “RIUNIFICAZIONE” (2)

Negando le radici cristiane dell’Europa, “si correrebbe il rischio di ridurre l’unità europea ad un’unione funzionale ad interessi economici e politici, di trasformarla in un complesso e artificioso meccanismo burocratico, in cui non tarderebbe a sorgere il disagio degli uomini e delle donne” del continente che “avvertirebbero il limite di essere presenti nell’Unione solo come soggetti di diritti e doveri politici ed economici”, sentendosi “certamente estranei ad un’Europa che rinnega la propria cultura, la propria memoria storica, la propria anima”. “Dopo la tragedia della divisione – ha affermato Poupard -, è decisivo tornare alla sorgente: la Saggezza, attraverso un approccio interdisciplinare e interculturale dedicato alla religione, alle arti, alle scienze, per dare all’Europa odierna un’anima e formarle una coscienza”. “L’identità culturale europea – ha proseguito – trova fondamento e coesione nell’ethos cristiano. L’uomo europeo lo sa, anche se confusamente” e mentre l’Europa “giunta ad una svolta della sua storia bimillenaria, cerca le sue radici”, egli “sente intuitivamente che la sua identità rischia di sfuggirgli, prova il sentimento confuso di perdere la propria anima”. Di qui, secondo Poupard, l’urgenza di ritornare alla “saggezza cristiana che – ha precisato – non ha nulla di ideologico”, ma “è sapienza del cuore” e può “produrre ancora maggiore unità tra l’Occidente e l’Oriente dell’Europa”. Decisivo il ruolo della Russia, “dalla cultura della quale non si può prescindere per la costruzione di un nuovo umanesimo cristiano” che sappia dare all’Europa “un’anima forte a cui tutti possano attingere fiducia e speranza”.