” “La presenza sempre più consistente anche nel nostro Paese di persone che aderiscono ad altre religioni rappresenta “una sfida”. “Una sfida spiega mons. Giuseppe Chiaretti, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Cei – innanzitutto alla nostra identità cristiana e una sfida a conoscere maggiormente le altre religioni per entrare in dialogo con loro”. E’ dunque sul difficile crinale tra “annuncio e dialogo” che la Chiesa scommette sul futuro del dialogo interreligioso. Con queste premesse si è aperto ieri pomeriggio a Roma (santuario del Divino Amore) il Convegno nazionale dei delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo dedicato quest’anno al tema “Il dialogo interreligioso alla prova” (in corso fino a domani). Un impegno che vede nel nostro Paese un terreno già fecondo di iniziative. Ma “è la prima volta ha sottolineato mons. Chiaretti che la Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Cei tratta in modo così esplicito il tema del dialogo interreligioso. E’ l’incalzare degli avvenimenti che lo richiede”. Dello stesso parere anche mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni. “Questo incontro ha detto cade in un momento particolare. Dopo l’11 settembre, le religioni sono tornate alla ribalta e il dialogo interreligioso è diventato impegno pressante, soprattutto di fronte allo scenario profetizzato da Huntington di uno scontro tra civiltà. E’ necessario dare un’altra visione del mondo religioso”. Ma su quali basi teologiche è possibile il dialogo? A questa domanda ha cercato di rispondere mons. Bruno Forte, della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, che ha invitato i presenti ad adottare un “atteggiamento di attenzione e di rispetto verso le diverse religioni”, ma di evitare qualsiasi “indebita confusione fra la pienezza della rivelazione divina contenuta nelle Sacre Scritture e le eventuali illuminazioni variamente presenti nelle altre tradizioni religiose e nei loro testi sacri”. Mettersi a servizio del dialogo interreligioso ha concluso il teologo – significa coniugare “dialogo e annuncio della buona novella, rispetto dell’altro e dono sincero di sé”.