” “”Che fine ha fatto il piano per la protezione civile, che dovrebbe mettere questo servizio in condizione di funzionare, in un Paese segnato dal degrado idrogeologico e a forte rischio sismico?” Se lo chiede il presidente regionale di Acli Campania e dell’associazione Acli anni verdi, Pasquale Orlando, ragionando sul terremoto che ha devastato San Giuliano di Puglia. “Da decenni denuncia Orlando – ogni volta che una calamità naturale si abbatte sull’Italia, invariabilmente si piange su vittime che forse potevano essere salvate e si promette: mai più!”. Eppure, osserva Orlando, “nonostante le numerosissime vittime e le ingenti risorse perse negli anni, le misure di prevenzione non sono ancora riuscite a divenire cultura e progettazione diffusa in ambito istituzionale, imprenditoriale e privato”. Dal terremoto del Belice a quelli del Friuli, dell’Irpinia, dell’Umbria, delle Marche e oggi del Molise, dalle varie alluvioni alle eruzioni dell’Etna, “né i vari governi succedutisi, né il Parlamento afferma il presidente di Acli Campania – sono riusciti a varare un Servizio nazionale della protezione civile realmente all’altezza della situazione di degrado idrogeologico e di rischio in cui versa il nostro Paese, né a dar vita ad un programma generalizzato ed efficace di interventi per la messa in sicurezza del nostro territorio”. Non è ammissibile, d’altra parte, per Orlando “l’obiezione dell’insostenibilità delle risorse economiche da mettere in campo”. “Se si fosse iniziato decenni fa a programmare interventi scadenzati e basati sulle varie priorità si legge in un comunicato diffuso dall’associazione Acli anni verdi della Campania – sicuramente le risorse da utilizzare annualmente sarebbero state compatibili con le nostre possibilità economiche. Tutto ciò con il grande vantaggio di avere oggi strutture in grado di affrontare meglio e con più sicurezza il particolare livello di rischio idrogeologico che caratterizza da sempre il nostro paese e in particolare il nostro Sud”. “Iniziamo quindi ora e da questa finanziaria continua il comunicato – chiedendo con forza ai nostri vertici istituzionali e governativi, alle nostre regioni, province e comuni un grande sforzo corale per rendere operativo quel tanto vagheggiato programma pluriennale di ripristino e messa in sicurezza del nostro territorio”.
” “
” ”