UNIVERSITÀ CATTOLICA: CARD. TETTAMANZI, LA CHIESA NON È “CONTRO” LA RICERCA, NO A “MANIPOLAZIONI” E “ABERRAZIONI”

” “La Chiesa non è “contro” la ricerca, ma dice no alle “varie forme di manipolazione – tecnologica e scientifica e medica, come pure sociale, economica e politica – dell’uomo e della sua vita”. Lo ha ribadito oggi il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, nella prolusione tenuta in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Cattolica. Il “dominare la terra”, ha detto il cardinale commentando il passo della Genesi, è anche “un invito esplicito a dare spazio in modo convinto, libero e appassionato alla ricerca”. La Chiesa, dunque, non è “contro” la ricerca, ma ricorda all’uomo che “la libertà della ricerca – che va affermata, garantita e favorita – si estende tanto quanto il rispetto per l’uomo. Quando quest’ultimo viene strumentalizzato, la libertà della ricerca si fa arbitrio e prevaricazione. Fine della ricerca scientifica non è, infatti, il sapere, perché con questo presupposto è possibile arrivare a qualsiasi aberrazione. Fine della ricerca scientifica è, piuttosto, l’uomo attraverso il sapere, un sapere che, pertanto, non può mai volgersi contro l’uomo stesso”. “Coltivare uno sguardo appropriato nei confronti della realtà”: questo l’invito rivolto da Tettamanzi a ricercatori, studenti e docenti, chiamati a “mettersi di fronte alle realtà con un atteggiamento di rispetto, di riverenza, di stupore, di meraviglia”. Prima che “coltivatore”, ha aggiunto il cardinale, l’uomo è “coltivatore” del “giardino preparato da Dio”, ed anche il “problema ecologico” va affrontato con uno “sguardo contemplativo”, non “possessivo”, il solo che permette alla scienza di “conservare” la sua “dignità” e “porsi sempre e solo al servizio dell’uomo e di tutti i suoi valori”. “Formare professionisti capaci di rendersi presenti nei vari ambiti della vita associata, lasciandosi continuamente alimentare dalla linfa del Vangelo e producendo contributi seri, documentati e capaci di imporsi al rispetto e all’interesse di tutti per la loro pertinenza e concretezza”: questo il compito affidato da Tettamanzi alla Cattolica, sollecitata a formare “uomini più saggi” per “fare opinione, creare mentalità e suscitare cultura” affrontando i problemi “culturali, sociali, economici e politici” anche attraverso “una coraggiosa e puntuale presa di posizione nel dibattito pubblico”.