” “Coloro che operano nel mondo dei media e fanno cultura ha aggiunto il Papa devono avere “un’alta consapevolezza delle proprie responsabilità, soprattutto di fronte ai soggetti più indifesi, che spesso sono esposti, senza alcuna tutela, a programmi pieni di violenza e di visioni distorte dell’uomo, della famiglia e della vita”. Giovanni Paolo II ha poi lanciato un monito: “l’assenza di controllo e di vigilanza ha detto – non è garanzia di libertà, come molti vogliono far credere, e finisce piuttosto per favorire un uso indiscriminato di strumenti potentissimi che, se usati male, producono effetti devastanti nelle coscienze delle persone e nella vita sociale. In un sistema di comunicazioni sempre più complesso e ad estensione planetaria, servono anche regole chiare e giuste a garanzia del pluralismo, della libertà, della partecipazione e del rispetto degli utenti”.
” “Di fronte a questo “nuovo areopago”, ha detto il Papa, “potremmo sentirci inadeguati e impreparati; non dobbiamo tuttavia scoraggiarci. Sappiamo di non essere soli: ci sostiene una forza incontenibile, che scaturisce dall’incontro con il Signore”. Il Papa ha riconosciuto che “su questa strada la Chiesa che è in Italia ha intrapreso un coraggioso cammino”. Dal Convegno di Palermo che segnò l’avvio di “un’intensa azione pastorale” agli “orientamenti pastorali” proposti dai vescovi italiani per questo decennio. Giovanni Paolo II ha poi definito “pregevoli” le iniziative avviate nell’ambito delle comunicazioni. “Di grande rilievo ha detto – è il contributo alla lettura originale dei fatti e alla riflessione culturale offerto dal quotidiano Avvenire, impegnato in una impetrante innovativa operazione di rilancio. Non meno significative sono le iniziative di sostegno ai numerosi settimanali cattolici italiani. Nuove possibilità si sono aperte nel campo delle trasmissioni radiotelesive con la Tv satellitare Sat2000 e il circuito radiofonico, che raccoglie numerose radio locali”.