DISABILI: DON ALBANESI (COMUNITÀ DI CAPODARCO), “PERCHÉ SI È FERMATO L’ITINERARIO DELLE POLITICHE SOCIALI?”

” “”Le politiche sociali nei confronti dei disabili si sono interrotte e noi operatori siamo talmente immersi nella gestione dei servizi da non avere la forza o la capacità di inventare nuovi percorsi. Perché si è fermato questo itinerario?”. È l’interrogativo posto da don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, ai partecipanti al convegno “Handicap: domanda di futuro”, aperto oggi pomeriggio nella sede della comunità. “In una società precaria a livello strutturale – in cui famiglia, lavoro, relazioni, risparmio non sono più stabili – tutti sono costretti a correre per ottenere un po’ di benessere e una vita dignitosa: chi non è capace di correre è guardato con indifferenza e disprezzo, rimane indietro e questa coscienza si riverbera sulle politiche, che non gli riconoscono alcuni diritti”, ha evidenziato il sacerdote. “Ci troviamo quindi – ha concluso – in una completa e terribile solitudine di chi vive il disagio sociale e la disabilità, delle famiglie e di chi opera per chi sta male”. In questa situazione, le associazioni vicine ai problemi dei disabili rischiano tre derive, secondo Albanesi: “Diventare no global e rivoluzionare il mondo, ma chi si prende carico non può essere contemporaneamente profeta e organizzatore; venire a compromessi con i politici pur di sopravvivere, ma non possiamo perdere la dignità; trasformarsi in aziende non profit, ma essere imprenditori non fa parte della nostra storia”. Una speranza è possibile: “Uscire dal tunnel andando a sensibilizzare di nuovo le coscienze attive in un certo mondo culturale e sociale, politico e sindacale, ancora attento alla nostra realtà: non tutti pensano che il benessere sia l’unica strada da seguire. Rompere questa solitudine è diventato indispensabile: non possiamo sottoporre a trattativa la dignità delle persone”.