“Questa altra Europa possibile sarà anche una Europa delle religioni”. Ne è convinto il teologo cattolico Brunetto Salvarani, che oggi è intervenuto alla conferenza su “Cristianesimo, islamismo ed ebraismo in Europa” organizzata da diverse realtà tra cui Pax Christi, Beati i costruttori di pace, Comunità cristiane di base, Agape-Centro ecumenico, nell’ambito del Social Forum europeo in corso fino al 10 novembre a Firenze. Vi hanno partecipato rappresentanti del mondo islamico, ebreo, cattolico, protestante. Secondo Salvarani aver dato spazio di dibattito sulle religioni, e sul loro ruolo nella costruzione dell’Europa, all’interno di un appuntamento come il Social Forum “è un segno dei tempi, vuol dire che questi temi sono importanti anche per i non credenti”. “Siamo entrati in una fase in cui il religioso, che prima era confinato in un angolo – osserva – è diventato ora un grande tema civile, politico e culturale. Spero sia il segnale di un ulteriore salto di qualità, anche perché tra i giovani c’è una grossa riscoperta della spiritualità”. La sala del Palaffari che ha ospitato gli incontri su questi temi è stata infatti sempre piena di gente di diverse nazionalità e religioni, con oltre 200 partecipanti. Secondo il sociologo delle religioni Stefano Allievi “c’è oggi molta domanda religiosa che si esprime però in forme diverse e meno istituzionali”. La pluralità religiosa, ma soprattutto la novità recente del confronto con l’Islam (che è ormai la seconda religione europea), a suo avviso “cambia l’Europa e ci cambia come individui e come gruppi religiosi, perché modifica il rapporto maggioranza/minoranza. In una situazione di maggioranza di solito qualsiasi religione è paga di se stessa e può anche fare a meno di conoscere l’altro. Ma quando si diventa minoranza ci si apre inevitabilmente al confronto e al dialogo”. Dialogo che, per Manuela Paggi Sadun, della comunità ebraica di Firenze e dell’Amicizia ebraico-cristiana, “è la sola guarigione del mondo ed è molto semplice: basta non lasciarsi impaurire dall’odio”. Paolo Naso, protestante, direttore della rivista “Confronti” pensa infatti che “il problema della violenza nelle religioni non sia dato solamente dalla strumentalizzazione delle religioni, ma da un problema che le accomuna: per risolverlo devono ammettere che c’è anche un volto oscuro al loro interno, rappresentato dal male e dal peccato”.