” “”Per un giornalista che si professa cristiano l’attualità è la sfida permanente”. E’ il parere di Bruno Frappat, direttore del quotidiano cattolico, più diffuso al mondo, il francese “La Croix”, intervenuto oggi alla tavola rotonda su “I cattolici e le sfide della comunicazione in Europa” organizzata all’interno del convegno Cei “Parabole mediatiche”, in corso a Roma.
” “”Esiste – ha detto il direttore – una cultura dominante fatta di disfunzioni, di spettacolarizzazione, di ostilità, di semplificazioni, di mancanza di prospettive, di urgenza. E l’attualità, oggi in Europa, nelle nostre società mediatizzate, è un bombardamento incessante di notizie, generalmente cattive, che si susseguono in modo impetuoso”. Di fronte a questa situazione “il dilemma del giornalista cristiano è quello di credere alla Buona novella ma di interessarsi alle cattive notizie”. Una contraddizione da “non evitare ma da affrontare fermamente e serenamente”. Per Frappat, infatti, “il primo compito dei media cristiani non è dipingere la realtà con colori tenui, ma con tutti quelli disponibili. E l’impegno dei giornalisti cristiani è di dare, tra le tante notizie, una ‘chance’ alla Buona novella magari scrivendo controcorrente”. “Esiste – ha aggiunto – un modo forte, chiaro di promuovere semi di speranza. Siamo chiamati ad essere lievito nella ‘pasta’ delle notizie, degli evocatori di speranza. Un giornalista cristiano non potrebbe fare correttamente il suo mestiere se oltre al temperamento, alla competenza, non aggiungesse il proprio entusiasmo, talento e una dose di simpatia per la propria epoca. Bisogna amare il proprio tempo. Non viviamo nell’etere ma incarnati nel quotidiano e nell’attualità”. Infine un cenno alla “libertà che si coniuga con responsabilità nei confronti di coloro che ci leggono. Una libertà responsabile che si ferma dove comincia la coscienza dell’altro”.