MASS MEDIA: CARD. RUINI, UNA NUOVA “FORMA ESISTENZIALE”, NO A “DISSOCIAZIONI” O “MARGINALIZZAZIONI”

” “L’innovazione tecnologica “ha trasformato la comunicazione da sistema prevalentemente informativo a forma esistenziale, per cui non c’è più ambito dell’esistenza che non sia sotto l’influsso dei media, dal lavoro alla vita familiare, dal tempo libero alle varie forme di socializzazione”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi il Convegno “Parabole mediatiche”, in svolgimento a Roma fino al 9 novembre. “La moltiplicazione delle fonti informative senza nessuna distinzione del livello di autorevolezza, la progressiva sostituzione del rapporto interpersonale con un approccio mediato, la formulazione di giudizi a partire dai sondaggi d’opinione”: tutti fenomeni, questi, che per Ruini “finiscono per generare molteplici forme di dissociazione, nei vari ambiti dell’esistenza personale e sociale, investendo anche il rapporto tra la fede e la vita”. Il ischio più grande del “villaggio globale”, in altre parole, è quello di “marginalizzare” il soggetto, che per “non soccombere dinanzi ai mutamenti culturali in atto” deve “proporsi come vero protagonista e soggetto di storia e cultura”. Secondo il presidente della Cei, infatti, “solo un’antropologia integrale, che non vuol dire integralistica, può costituire il punto di partenza per una sana e dialogica interattività e interconnettività mediatica”. “Per contrastare visioni inadeguate e parziali della vita umana e della sua dignità e per promuovere una cultura capace di proporre i veri valori dell’esistenza – ha detto il cardinale – è necessario, oggi, interagire in profondità con il sistema della comunicazione”, sia “coltivando una presenza discreta e autorevole all’interno delle varie realtà mediatiche”, sia attraverso “la possibilità di un’autonoma e libera presenza dei cattolici nel dibattito pubblico con propri strumenti di comunicazione”. “Mantenere e salvaguardare un alto profilo qualitativo” e “mettere maggiormente in luce le esperienze positive della vita, evitando quell’appiattimento sul sesso, sulla violenza e sulla ‘cronaca nera’ che oggi purtroppo inonda i media”: questo il compito affidato da Ruini ai media cattolici, all’interno dei quali bisogna “investire molto” soprattutto sulla “responsabilità e creatività” dei laici, che offrono “competenza, passione, fede” attraverso una “comunicazione autentica e vitale”.