” “Una forte richiesta alle autorità impegnate negli interventi di emergenza nelle zone colpite dal terremoto in Molise perché non facciano “disgregare la comunità” viene dalla Caritas italiana, che rilancia oggi l’invito del vescovo di Termoli mons. Tommaso Valentinetti a “non separare, nei limiti del possibile, comunità già tanto provate”. “Il lungo periodo della ricostruzione afferma mons. Valentinetti – può minacciare l’identità del territorio e della nostra gente. Ma ci batteremo perché questo non accada”. Ai parroci dei centri terremotati il vescovo chiede di stare accanto alle persone in difficoltà, “con capacità di ascolto e spirito di condivisione” e di individuare persone che possano lavorare nei centri di ascolto in ogni parrocchia. Tramite i centri d’ascolto che sono il primo livello dell’azione pastorale Caritas nel territorio – sarà possibile far emergere i bisogni reali delle comunità e poi calibrare la progettazione degli interventi. Per consentire ai centri d’ascolto di operare al meglio sono state richieste tende apposite alla Protezione civile, che provvederà a installarle accanto alle grandi tende promesse per ospitare le funzioni religiose. La Caritas italiana sta per far pervenire inoltre uno stock di tende, che saranno messe a disposizione delle parrocchie per le funzioni di culto e le attività pastorali, educative e psico-sociali. In collaborazione con la parrocchia della Beata Maria Vergine di Larino e con il locale Centro servizi per il volontariato si sta inoltre provvedendo a far fronte ad alcune necessità contingenti che emergono dalle comunità colpite e dalle tendopoli. La Caritas ha però accertato che non sarà necessario l’invio di indumenti e viveri (già messi a disposizione dalle realtà che fanno capo alla protezione civile) ma continua la raccolta di offerte e la richiesta di disponibilità all’aiuto. “Vengono considerati prioritari spiega la Caritas – il coinvolgimento e la responsabilizzazione delle risorse del territorio: gli interventi nel post-terremoto sono un’opportunità per crescere nella cooperazione fraterna, consentendo alle Caritas locali di affinare la propria capacità di rispondere ai bisogni emergenti”.