RIFORMA DELLA SCUOLA, CORRADINI (UCIIM): “NON DIMENTICARE LA FORMAZIONE DEI DOCENTI”

” “Si apre oggi al Senato la discussione sul disegno di legge governativo (n.1306) per conferire la delega al governo per definire le “norme generali sull’istruzione e i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”. Il disegno di legge affida al governo 90 giorni di tempo per preparare il relativo piano finanziario e due anni per approvare i decreti legislativi che tradurranno in norme operative le scelte di quadro, di intesa con le regioni. In base a tale proposta, il nuovo ordinamento scolastico parte dal triennio della scuola dell’infanzia, da tre a sei anni di età. Segue un periodo quinquennale di istruzione primaria, una scuola secondaria di primo grado di durata triennale e una scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale. In alternativa a quest’ultimo periodo sono previste soluzioni di formazione secondaria, cioè istruzione professionale. Viene inoltre sancito l’obbligo formativo per tutti i giovani fino al 18° anno di età. “In questo quadro – commenta Luciano Corradini, docente di pedagogia all’Università Roma Tre e presidente dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi) – siamo chiamati a reinventare l’offerta formativa, sia scolastica che professionale, facendo in modo che esse siano correlate e tenendo conto delle normative europee in materia di riconoscimento dei titoli, di libera circolazione delle persone, di mercato del lavoro. Il ministero ha prodotto indicazioni e raccomandazioni programmatiche per la scuola materna, elementare, media, per la sperimentazione avviata in 200 scuole ma non ancora per la secondaria superiore. E’ su questi fronti che bisogna agire tenendo sempre presenti i valori di riferimento dell’Unione Europea”. Corradini segnala un problema che andrebbe tenuto particolarmente presente: “La formazione universitaria dei futuri docenti”. A tale riguardo, osserva il presidente dell’Uciim, “il testo del governo parla di laurea specialistica per insegnanti, intendendo valorizzare le difficili ma importanti esperienze delle scuole di specializzazione degli insegnanti superiori e dei corsi di laurea per maestri. Un emendamento in commissione ha cancellato questa norma, prevedendo solo lauree specialistiche disciplinari. Sarebbe grave tornare indietro di 10 anni e ignorare il contributo delle scienze socio-pedagogiche e dell’esperienza di tirocinio”.