” “”Di fronte a un terremoto che provoca la morte di 26 bambini e di 3 adulti, come credenti non bisogna solo chiedere ‘perché?’. Ci sono misteri nella vita dell’uomo che non possono essere spiegati. Per il credente è importante il ‘modo’ con cui gli eventi tragici vanno affrontati”. Don Antonio Mastantuono, parroco della Beata Vergine Maria di Larino (Cb) e fondatore del Centro di servizio per il volontariato “Il Melograno”, risponde così alla domanda che in molti si sono posti, dopo la tragedia dell’edificio scolastico crollato a San Giuliano di Puglia, in cui sono morte 29 persone di cui 26 bambini. “Il dolore – afferma don Mastantuono – è una strada che aiuta a incontrare le persone, a rafforzare i vincoli di solidarietà nelle nostre comunità. Il credente è chiamato a non abbandonarsi alla disperazione, ma ad ‘accogliere’ l’evento tragico, trasformandolo in preghiera, invocazione e testimonianza”. Don Antonio, anch’egli sfollato insieme a 1500 suoi parrocchiani, come membro del Comitato scientifico della Fondazione italiana per il volontariato, riflette sulla testimonianza che il volontariato cristiano deve portare in queste emergenze: “Il volontariato cristiano è fortemente sollecitato a testimoniare il supplemento di speranza che deve sempre caratterizzarlo. Per il volontariato molisano, in particolare, questa è l’occasione per verificare la sua capacità progettuale, cercando di incidere sulle scelte future. Una delle linee portanti, dunque, del volontariato locale dovrà essere l’impegno a non spaccare il tessuto sociale delle comunità colpite dal terremoto”. Per don Mastantuono “la ricostruzione deve essere accompagnata da un lavoro educativo: qui l’impegno della Chiesa a condividere fino in fondo il cammino delle comunità. Se insieme alla Caritas sapremo indirizzare tutte le offerte di solidarietà in progetti, anche piccoli ma ben mirati alle esigenze del territorio, la tragedia potrebbe diventare occasione di riscatto per zone del paese da sempre tenute ai margini”.