TERREMOTO (2): IL PARROCO, “SAN GIULIANO SAPRÀ RIPRENDERE, PIÙ COMPATTO DI PRIMA”

La preoccupazione per il futuro della comunità di S. Giuliano, dopo il richiamo del vescovo di Termoli Larino, affiora anche nelle parole di don Ulisse Marinucci, prete da 5 anni e parroco da appena due settimane: “Questa che mi è stata affidata – ha dichiarato al Sir – è una bella comunità. Nelle due settimane in cui sono stato qui, avevo già incontrato il Consiglio pastorale, l’Azione cattolica e le altre associazioni e avevo trovato una estrema disponibilità e una grande volontà di crescere come Chiesa, puntando in particolare sulla formazione. Il terremoto ha bloccato questo slancio ma sono convinto che, superati i momenti più dolorosi e purchè sorretto da un aiuto efficace, il paese saprà riprendere il suo cammino, più compatto di prima”. “E’ difficile capire come poter essere parroco oggi in una comunità che ha perso tutti i suoi luoghi di aggregazione, dalla parrocchia al bar. Occorre lavorare tutti insieme, uniti, per non correre il rischio di lacerazioni del tessuto sociale. Sarà l’oggi di ogni giorno – ha concluso don Marinucci – ad indicarci la strada”.
L’oggi per la scuola di San Giuliano può essere anche solo una tenda della protezione civile con alcuni semplici strumenti per riunire i bambini e aiutarli a superare il trauma che stanno vivendo: è quanto ha chiesto Anna Calzolaro, maestra della distrutta scuola materna del paese, al ministro della scuola. “Abbiamo perduto tutto – ha detto al ministro insieme alla collega di quinta elementare Clementina Simone, miracolosamente scampata al crollo – ma è urgente ricostruire presto la scuola. Siamo pronte a cominciare subito, sotto una tenda, per stare insieme con i ragazzi, alcuni dei quali hanno perso i fratellini. Vi chiediamo di non abbandonarci: sarebbe importante se altre scuole potessero ‘gemellarsi’ con noi e far sentire il loro affetto e la loro vicinanza ai ragazzi di S. Giuliano”. Al ministro che elogiava il loro coraggio, hanno risposto semplicemente: “Qualunque altra maestra al nostro posto avrebbe fatto altrettanto”.
Ricostruire le case, riprendere il corso normale della vita, questo chiedono gli abitanti di S. Giuliano, e riabbracciare i bambini che sono ancora in ospedale e hanno mandato un messaggio per il funerale dei compagni di banco: “Non vi dimenticheremo mai. Ciao”.