” “Un Papa capace di “varcare la soglia” delle case dei romani, ma anche di essere “esempio e segno di speranza” per i giovani, o di compiere gesti come quello della visita alla sinagoga, che ha aperto “un’epoca nuova nei rapporti tra mondo ebraico e Chiesa cattolica”. Questo il ritratto di Giovanni Paolo II tracciato dal sindaco di Roma, Walter Veltroni, nel corso della cerimonia di consegna della “cittadinanza onoraria” di Roma al Santo Padre. “Oggi Roma è più felice, perché accettando questa cittadinanza onoraria ha detto il sindaco al Papa ha permesso alla città e ai romani di esprimere al loro vescovo tutta la loro riconoscenza e il loro affetto”. Consegnando al vescovo di Roma le chiavi della città, Veltroni ha aggiunto che i romani “sentono di aver diviso” con il Papa “un lungo cammino interiore”, che “continua” grazie al “legame reale, concreto” del Pontefice con la Capitale. Giovanni Paolo II, per Veltroni, è un Papa capace di “varcare la soglia” delle case dei romani, ma anche “degli ospedali, delle mense per i poveri, delle carceri” o della sinagoga: come il Papa ha fatto il 13 aprile del 1986, chiamando gli ebrei “i nostri fratelli maggiori”. Senza contare, poi, le visite a “quasi tutte le oltre trecento parrocchie romane” o l’inaugurazione delle nuove chiese “delle periferie estreme della città, dove ha visto talvolta miseria materiale, ma ha trovato sempre tanta ricchezza spirituale e umanità”. Per i giovani – ha concluso il sindaco di Roma ricordando la Giornata mondiale della Gioventù a Tor Vergata e sintetizzando così il rapporto tra il Papa e la sua “seconda città” – Giovanni Paolo II “è esempio e segno di speranza”, quando li invita “a non aver paura” e a “prendere il largo”, “volgendo lo sguardo al mondo intero, per la difesa dei diritti umani e di quel bene supremo che è la pace”.