” “Le chiese cristiane si chiedono se il futuro trattato costituzionale europeo, al quale sta lavorando la Convenzione europea riunita a Bruxelles, conterrà un riferimento all’eredità cristiana dell’Europa. L’art. 2 della bozza del trattato, presentata ieri dal presidente della Convenzione, Valery Giscard d’Estaing, fa riferimento ai “valori dell’Unione”, ma non si menziona la dimensione religiosa e cristiana. Probabilmente anche questo tema sarà al centro dei colloqui tra il Papa e Giscard, che verrà ricevuto in Vaticano il 31 ottobre. Gli italiani che partecipano ai lavori della Convenzione sono particolarmente sensibili a questo dibattito. Il Sir ha raccolto le opinioni di tre di loro. Secondo Lamberto Dini va assolutamente “fatto un tentativo per inserire nella futura costituzione europea un riferimento alle radici cristiane. Abbiamo diversi incontri in programma con Giscard nei prossimi giorni, in occasione del suo viaggio in Italia, ed affronteremo certamente anche questo tema”. Pesa su questo confronto il ricordo del no francese a menzionare il termine “cristiano” nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea firmata a Nizza nel dicembre 2000. “Ma ora – commenta Lamberto Dini – la situazione politica francese è diversa, le maggioranze sono diverse anche all’interno della Convenzione. Questo non significa che puntiamo ad inserire un elemento di confessionalità nella futura costituzione europea. Ma non possiamo neanche ignorare un aspetto, quale l’eredità cristiana dell’Europa che è nel nostro Dna e che è legato a tanti altri aspetti fondamentali quali il valore della famiglia, la tutela della vita umana e così via”. (segue)
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