PROSTITUZIONE: DI NICOLA, LA NUOVA LEGGE RISCHIA DI “NORMALIZZARLA”

” “Un “fariseismo giuridico” che ha “l’unico scopo di non turbare la serenità e il sonno dei sazi”, ma che in realtà rischia di “normalizzare” l’esercizio della prostituzione in luoghi chiusi. E’ il giudizio che la sociologa Giulia Paola Di Nicola, condirettrice della rivista “prospettiva persona”, dà del nuovo disegno di legge sulla prostituzione, che domani approda a Consiglio dei Ministri. Multe per prostitute e clienti in strada, nessuna “pena” invece per chi decide di prostituirsi “in casa” o per chi affitta la propria abitazione a tal fine, a patto che segua i prezzi di mercato: è, in sintesi, il nuovo disegno di legge, che stabilisce che “l’esercizio della prostituzione è vietato in luoghi pubblici o aperti al pubblico” e di fatto “depenalizza” la prostituzione “al chiuso”, purché siano rispettate alcune condizioni. Le novità del nuovo testo legislativo stanno, infatti, nell’introduzione di un nuovo articolo (il 6 bis), dove si stabilisce che l’affitto di “immobili nei quali si eserciti la prostituzione” è una pratica che “non costituisce reato, purché il canone risultante dal contratto registrato non sia superiore al valore di mercato”. In base alla nuova legge, infine, cadrebbe almeno in parte anche il reato di favoreggiamento, visto che nello stesso articolo si precisa che “non è punibile per i delitti previsti dalla presente legge chi, esercitando la prostituzione, svolga, senza fini di lucro, attività di assistenza reciproca nei confronti di altri soggetti esercenti la medesima attività”. “La punizione sta solo nel disturbo che la prostituzione esercita quando è pubblica, mentre diviene immediatamente ‘normale’ il suo esercizio in luoghi chiusi”, continua la sociologa: “In una società in cui tutto si vende e si compra, in cui i corpi vengono continuamente esposti e valutati sulla base della loro conformità ai canoni della piacevolezza, finisce col sembrare normale vendere anche il proprio corpo o acquistare quello di una qualche ragazza straniera finita in trappola”. La prostituzione, invece, “è comunque una pratica di degradazione umana, contraria alla dignità della donna e di un uomo e in quanto tale va combattuta, soprattutto con metodi preventivi”, conclude Di Nicola, secondo la quale “insieme al fallimento di una esigenza umana e morale della maggior parte della gente” la nuova legge rischia di essere “anche una vittoria di un maschilismo lento a morire”.