"E’ inaccettabile scatenare guerre di religione e invocare Dio per provocare divisioni tra i popoli e all’interno della stessa società" ribadiscono Caritas e Migrantes nel Dossier immigrazione 2002, fornendo i dati dell’appartenenza religiosa degli immigrati: la metà è costituita da cristiani (ogni dieci presenze 5,5 sono cattolici, 3 ortodossi, 1,5 protestanti). Al secondo posto vengono i musulmani con il 35,4% e al terzo posto le religioni orientali con il 6,4%. In termini numerici sono 660.000 cristiani, 488.000 musulmani e 88.000 fedeli di religioni orientali. Le rimesse inviate dagli stranieri soggiornanti in Italia nel corso del 2001 sono state 749,4 milioni di euro, con un aumento del 27,4% rispetto allo stesso flusso del 2000 (ma si stima che l’importo annuo effettivo sia pari al doppio). Nel 2001 i nuovi permessi di soggiorno per inserimento a carattere stabile sono stati 130.000. "A prescindere dalle coalizioni al governo si legge nel Dossier -, la pressione migratoria è stata costante come anche la vigilanza delle forze di polizia". Nel 2001 più di 40.000 sono stati respinti alle frontiere, e altri 34.000 sono stati espulsi con effettivo accompagnamento. I richiedenti asilo sono stati circa 10.000 nel corso del 2001: la maggior parte delle domande d’asilo è stata respinta. Quando si parla di minori immigrati, ricorda il Dossier, si dimentica "che i due terzi di essi non sono venuti in Italia ma sono nati qui da noi". In soli quattro anni i minori stranieri sono raddoppiati: da 126.000 alla fine del 1996 a 278.000 alla fine del 2000 ai circa 300.000 attuali, ossia un quinto della popolazione immigrata. Caritas e Migrantes precisano che il termine "bambino straniero" "è improprio, perché si tratta spesso di bambini nati qui, che parlano come i nostri, hanno gli stessi gusti e spesso si distinguono solo per i tratti somatici". Nell’anno scolastico in corso sono 182.000 i figli di immigrati che studiano nelle scuole italiane. Sei su dieci sono iscritti alle elementari e alle materne. Nel 2017, secondo una stima ministeriale, potrebbero arrivare ad essere 529.000 e incidere per il 6,5% sulla popolazione scolastica. ” ”