MESSAGGIO CEI PER LA GIORNATA PER LA VITA: “DELLA VITA NON SI FA MERCATO” (2)

” “”Della vita non si può fare mercato! Questa affermazione – spiegano i vescovi nel messaggio – non è arbitraria, né una mera esortazione più o meno accettabile; è un fondamento decisivo della nostra società. Negandola, si insinua che gli esseri umani possano, tutto sommato, essere cose da possedere. Nessuna società – tranne un’autodistruttiva società di predoni – può reggersi sull’estensione senza limiti del concetto di ‘possesso’. Non tutto si può possedere; non di tutto si può fare mercato. Ce lo suggeriscono la ragione e il buon senso; ce lo ricordano il vangelo e duemila anni di pensiero cristiano”. Per i vescovi italiani “occorre che tutti facciano tesoro di ciò, a cominciare dai legislatori, dai quali attendiamo leggi chiare nei principi etici ed efficaci nella tutela della vita umana”. Questa, si legge nel messaggio, “non ha prezzo”, perché “è un dono fuori commercio”. A tal riguardo occorre ribadire a quanti desiderano “divenire madre e padre” che “ciò non può avvenire a ogni costo. Un figlio nasce da un atto del tutto gratuito, sottratto a ogni logica utilitaristica o mercantile, perché l’amore non cerca il tornaconto personale”. Purtroppo, “c’è in alcuni la tendenza, sia pure spesso inconsapevole, a considerare i figli che devono nascere come degli ‘oggetti’ di cui si sente il bisogno per poter esaudire un proprio desiderio”. Un simile atteggiamento, concludono i vescovi, porta a considerare “il figlio, da subito, come un oggetto che sarà posseduto da chi lo avrà ‘prodotto’; una merce alla stregua di altre merci”.