CRISI USA-IRAQ: VESCOVI FRANCESI, “NON CI SONO LE CONDIZIONI CHE GIUSTIFICANO IL RICORSO ALLA FORZA MILITARE” (SIREUROPA)

” “”Il rispetto di ogni vita umana” e “la giustizia sono il fondamento e la condizione per la pace”: lo affermano i vescovi francesi di fronte ai gravi attentati degli ultimi giorni e al rischio di “un’avventura senza ritorno”, quale sarebbe un eventuale conflitto degli Stati Uniti in Iraq. “Per risolvere le controversie tra nazioni la guerra non può essere considerata un mezzo tra gli altri, da scegliere in base a valutazioni di interesse o di opportunità. Per la Carta dell’Onu come per la tradizione etica cattolica – si legge in un comunicato del Consiglio permanente della Conferenza episcopale di Francia diffuso oggi – il ricorso alla violenza delle armi, anche se in vista di un obiettivo finalizzato al bene comune, costituisce una decisione così grave da assumere soltanto in casi estremi, e solo se di fronte a condizioni molto rigorose”. A tutt’oggi, osservano i presuli, le informazioni disponibili non consentono di affermare che si siano verificate le condizioni che, secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, giustificano il ricorso alla forza militare. “Il regime iracheno, condannabile per le violazioni dei diritti umani al suo interno e per quelle del diritto internazionale, costituisce una minaccia urgente e immediata, tale da giustificare la legittima difesa?”, si interrogano i vescovi, chiedendosi se, “in caso di minaccia reale” non si debba, piuttosto, “ricorrere a tutti i mezzi alternativi a quelli militari”. Gravissime, secondo i presuli, sarebbero le conseguenze di una guerra: “Uno scontro tra un Paese arabo e gli Stati Uniti rafforzerebbe le argomentazioni degli ideologi dell’islam radicale per attizzare l’ostilità di folle smarrite e disinformate verso l’Occidente” e un conflitto “allargherebbe il fossato già esistente tra i nostri popoli e quelli di questa regione, fossato che acuisce la sensazione che le grandi potenze usino ‘due pesi e due misure’ per far applicare le risoluzioni dell’Onu nella regione”.