VOLONTARIATO: PATRIARCA (TERZO SETTORE) “DALLA PARTE ‘ANCHE POLITICA’ DEI POVERI”

” “”Mi trovo costretto a confermare, a Conferenza conclusa, le perplessità espresse alla vigilia sulla gestione della Conferenza stessa”: questa la dichiarazione resa al Sir dal portavoce del Forum del Terzo settore, Edo Patriarca. Un esempio per tutti: ” C’era un accordo – ha spiegato Patriarca – in base al quale alla sintesi dei gruppi di lavoro prevista per la domenica mattina in assemblea, avrebbero dovuto essere presenti i ministri invitati, così da potere, nei propri successivi interventi, rispondere alle sollecitazioni espresse dagli stessi gruppi. Si trattava di uno schema organizzativo che avrebbe assicurato un confronto effettivo tra governo e volontariato con la possibilità di entrare nel merito delle questioni. Tutto ciò non è avvenuto”. “Mi sembra tuttavia molto positivo – ha proseguito il portavoce del Forum- la riflessione portata avanti nei gruppi di lavoro; il volontariato ha espresso grande condivisione sulle tematiche trattate e il rinnovato desiderio di stare vicino ai poveri di questo Paese sotto il segno del dono e della gratuità, ma anche una grande voglia di fare ‘politica’, quella che cerca di rimuovere le cause che determinano l’emarginazione e la povertà. E’ un peccato che il governo non abbia colto i contenuti di riflessione posti come occasione per dialogare e costruire davvero un’alleanza seria. E’ un peccato anche il fatto che ci sia stato il tentativo di delegittimare le persone che rappresentano il mondo del volontariato e del non profit”. “Ho l’impressione – ha concluso Patriarca – che fino a quando il volontariato parla di valori ed esprime una sorta di ‘buonismo’ verso i più poveri e deboli, l’accordo con le istituzioni è possibile; quando parla, invece, di politiche sociali, di impegno verso i poveri, di finanziamenti adeguati, di sostegno proprio alla coesione sociale, alla comunità, questo dia fastidio e allora il volontariato viene tacciato di ‘voler fare politica di parte’. Ci aspetteremmo maggiore lungimiranza dalle istituzioni: il confronto e il dissenso fanno parte della dinamica democratica”. ” “