” “Nell’Est europeo spicca la situazione dell’Albania, notoriamente terra d’emigrazione: il 50% degli albanesi è all’estero, il problema è costituito dalla giovanissima età di chi parte e delle ragazze dei villaggi di montagna, spesso senza istruzione e sottomesse, che vengono coinvolte loro malgrado nella tratta a scopo di prostituzione. E’ qui che la Chiesa albanese cerca di intervenire con attività di formazione e sostegno all’imprenditoria giovanile nell’allevamento e nell’agricoltura, ma anche con informazione preventiva alle ragazze e sostegno abitativo quando riescono ad uscire dal giro della tratta ma al ritorno vengono rifiutate dai familiari. La Polonia è impegnata nel sostegno alle missioni dei connazionali all’estero; molti sacerdoti polacchi lavorano anche in Russia ma ultimamente non tornano in patria nemmeno per le vacanze perché sarebbe difficile rientrare. Da poco tempo sono iniziati piccoli flussi di ucraini, slovacchi, turchi e russi. L’Ungheria accoglie invece 15.000 profughi dall’Afghanistan e dal Kazakistan ed è molto coinvolta nella pastorale con gli zingari. Vi sono addirittura delle parrocchie organizzate di zingari. A Budapest il prossimo anno (dal 30 giugno al 7 luglio) si svolgerà proprio il 5° congresso mondiale di pastorale per i nomadi. La Romania ha visto emigrare in dieci anni, tra gli 800.000 e 1 milione di cittadini verso Europa, Usa e Canada, e ancora di più la Bosnia e la Croazia, con 2 milioni di croati e bosniaci all’estero. Anche la Slovacchia da Paese d’emigrazione è diventato da poco luogo d’arrivo di immigrati ucraini e così la piccola isola di Malta, via di transito degli irregolari dal Nord d’Africa e dalla Turchia. Intanto è stata annunciata la data del prossimo Congresso mondiale delle migrazioni del Pontificio Consiglio per i migranti, che si terrà a Roma dal 17 al 22 novembre 2003.” “” ”