CONVEGNO A ROMA DEI CONSULTORI FAMILIARI CATTOLICI: UN RINNOVATO SERVIZIO CON LA GLOBALIZZAZIONE

La famiglia, anche in Italia, è “a rischio di globalizzazione” e crescono in essa “estraneità e paure”: sono i concetti su cui hanno iniziato a riflettere questa mattina a Roma i 200 partecipanti al XIII Convegno nazionale della Confederazione italiana dei consultori familiari di ispirazione cristiana (170 consultori con 2700 operatori e 5000 prestazioni annuali per ciascun consultorio). Illustrando il tema scelto per questo incontro (“Estraneità e paure. La persona e la famiglia nell’attuale complessità sociale”), il presidente confederale Giovanni Maria Solinas ha rilevato che forse mai come oggi si riscontra l’attualità e l’utilità di questo servizio consulenziale, in cui sono impegnate molte comunità cristiane locali. Il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, nel suo discorso introduttivo ha richiamato l’impegno della Chiesa attorno al tema della famiglia, a partire dagli anni settanta quando i vescovi raccomandarono l’istituzione dei consultori, come aiuto concreto alle persone in difficoltà. Un aiuto che oggi costituisce – secondo Betori – “un’azione culturale di primaria importanza sia per la vasta attività a favore della vita nascente, sia nella prospettiva di offrire aiuto agli anziani che corrono il rischio dell’abbandono e della solitudine”. Il Segretario della Cei ha anche parlato del servizio svolto dai consultori per quanto riguarda “le vicende affettive delle persone, soprattutto quelle segnate dalla sofferenza, dalla confusione, dall’incapacità di realizzare un vero progetto di amore umano e cristiano”. (segue)