” “”Non dimenticherò mai l’11 ottobre 1962”. In un colloquio con l’agenzia stampa austriaca Kathpress, il card. Franz König, arcivescovo emerito di Vienna, rievoca l’inaugurazione del Concilio Vaticano II, di cui ricorre oggi il quarantesimo anniversario. “Nelle riunioni e soprattutto nelle conversazioni durante le pause si vedevano discutere animatamente tra loro vescovi di diverso colore, razza e lingua. Questo fu per me segno di una Chiesa vitale e viva”, ricorda l’ex arcivescovo di Vienna. Un’edizione delle Sacre Scritture del primo secolo cristiano e la celebrazione eucaristica all’inizio di ogni seduta erano i segni visibili del fatto che “Cristo e il suo messaggio a tutti i popoli” costituissero il “fondamento anche di questo concilio”, sottolinea König. Tra gli “impulsi-guida” del Concilio, il cardinale annovera la “consapevolezza vissuta di essere Chiesa universale”, tradotta nell'”introduzione delle diverse lingue nella liturgia e nel rinnovamento delle forme di celebrazione”. Ulteriori stimoli sono stati “il riconoscimento chiaro dell’ecumenismo e il risalto dato alla dignità e alla responsabilità dei laici nella Chiesa. Oggi diventa evidente aggiunge König quanto la collaborazione tra sacerdoti e laici, ma anche l’autonomia dell’apostolato dei laici diventino sempre più importanti per il futuro della Chiesa”. Altro segno significativo del concilio è per il cardinale “la nuova definizione del rapporto della Chiesa cattolica con le religioni non cristiane”, che pur rispettando le altre religioni, conferma il compito della Chiesa di “annunciare instancabilmente che Gesù Cristo è la via, la verità e la vita”. ” “