” “Non solo la politica, ma anche “le associazioni e quanti operano nel settore agricolo” scrivono i vescovi nel Messaggio per la Giornata del ringraziamento sono “impegnati in quest’opera di risveglio culturale fatto di rispetto, di attenzione a chi soffre, di cura dei più deboli con la giusta ripartizione della risorsa dell’acqua, di sviluppo delle zone interne, di riscoperta delle tipicità di ogni vallata, di reciprocità leale e promozionale per tutti”. L’auspicio della Cei per “tutte le popolazioni che realizzano un rapporto diretto e quotidiano con la terra” è quello di “renderla produttiva senza depredarla”, mentre alle comunità cristiane i vescovi chiedono di “celebrare con viva gioia” la Giornata, “facendosi carico delle situazioni di dolore e di precarietà” e utilizzando questa occasione “per una riflessione feconda sul piano culturale” e per un esame di coscienza “sui propri atteggiamenti nei confronti del creato”. Da tale impegno, i vescovi si augurano che “possano scaturire impegni precisi e mirati, soprattutto sul piano educativo”, ed anche “piccoli ma ben scelti segni di cambiamento nella linea della sobrietà”. Nel Messaggio, la Cei dà ampio spazio alla montagna (nell’anno dedicato dall’Onu a questo ambito), chiedendo “un supplemento di interesse per salvarne l’integrità” e mettendo in guardia dal “pericoloso spopolamento” in atto. “Se aumenta l’abbandono della montagna o il suo sfruttamento puramente turistico è il grido d’allarme dei vescovi – , scomparirà una cultura ricca di umanità, di valori, di spiritualità e di ospitalità”; senza contare, poi, il “danno ecologico”, per scongiurare il quale la Cei lancia un “appello ai responsabili dello sviluppo perché offrano ogni aiuto a coloro che scelgono di restare ad abitare in montagna”, garantendo loro “una qualità della vita dignitosa e accettabile” e “venendo incontro alle esigenze delle nuove generazioni”. La Giornata del ringraziamento fu celebrata in Italia per la prima volta nel 1951, su iniziativa della Coldiretti e delle Acli; l’11 novembre 1973 la Cei presentò, in concomitanza con la Giornata, il documento “La Chiesa e il mondo rurale italiano” e l’anno successivo fece propria l’iniziativa, come momento di “preghiera, riconoscenza e solidarietà”.