” “”Ha vinto il buon senso, l’ottima legge della Regione Veneto sul buono scuola rimane”: questo il commento dell’Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) all’indomani della consultazione promossa per abrogare la legge sul buono scuola nel Veneto, cui hanno partecipato poco più del 20% degli aventi diritto al voto. “La demagogia si conferma dannosa per i cittadini dichiara l’Agesc nella nota -. I promotori del referendum sapevano quale sarebbe stato l’esito dello stesso. Non è bastato questo a spingerli ad evitare di gettare al vento le decine di miliardi in lire che si sono spesi per la consultazione: circa tre volte quello che la legge spende annualmente per sostenere le famiglie nel loro diritto alla libera scelta educativa”. Secondo Alberto Raffaelli, presidente della Compagnia delle Opere del nord est, con questo risultato “i veneti hanno semplicemente riconosciuto che la legge sul buono scuola è un’opportunità per migliorare la scuola nella nostra regione”. Da ora in poi a suo avviso “si può procedere ad una riforma più complessiva, anche in senso federalista, del diritto allo studio regionale, di cui la parità è una componente importante”. Raffaelli sottolinea che, nei giorni che hanno preceduto la consultazione referendaria, “vari settori politici hanno saputo ascoltare le richieste della società: è stata apprezzabile anche la disponibilità nei fatti più che nelle parole di ampi settori del centrosinistra”. Dal canto suo, la Fidae (Federazione istituti di attività educative), per bocca del suo presidente nazionale p. Perrone, ha commentato che dopo la conferma referendaria del Veneto “ora urge passare, sul piano nazionale, dalle dichiarazioni verbali al riconoscimento concreto dei diritti educativi delle famiglie e delle libere istituzioni, con adeguate risorse economiche nella imminente legge finanziaria”. La Fidae, con le sue 3 mila scuole associate, nella nota “si associa al plauso di quanti hanno contribuito a respingere l’assurda iniziativa referendaria regionale che mirava ad abolire nel Veneto il traguardo positivo, per quanto parziale, raggiunto sul cammino della effettiva libertà scolastica”. Ora dice p. Perrone “è giunto il momento di procedere anche sul piano nazionale verso il traguardo definitivo già più volte dichiarato urgente dal presidente del Consiglio, dal ministro dell’Istruzione e da varie forze politiche presenti anche nella minoranza parlamentare”.” “