QUARANT’ANNI DAL CONCILIO: MILITELLO, (TEOLOGA), LA QUESTIONE FEMMINILE “È ANCORA APERTA”

A quarant’anni dal Concilio, “la questione femminile è ancora aperta” sul piano culturale, anche se “può sembrare di fatto superata”. Ne è convinta Cettina Militello, presidente della Società italiana per la ricerca teologica (Sirt), che alla vigilia del quarantesimo anniversario dell’apertura dell’assise conciliare traccia per il Sir – in un’intervista che sarà pubblicata, con una nota del filosofo Gaspare Mura, sul numero di domani – una sorta di “bilancio” del rapporto tra donne e Concilio, tra “memoria” e “attualità” di un evento che “ha cambiato la coscienza della Chiesa e attivato profonde dinamiche di trasformazione”, sia all’interno che all’esterno della comunità ecclesiale. La teologa parte da recenti acquisizioni degli antropologi, secondo i quali “se non cambia la tendenza attuale, ci vorranno più di 300 anni per arrivare ad una effettiva parità tra uomo e donna”. La questione femminile, oggi, nasconde dunque “un problema di mentalità”, perché “anche se in linea teorica potrebbe sembrare superata, viene di fatto poi negata nei comportamenti concreti”. Quella evidenziata da Militello è, soprattutto, la “resistenza culturale” all’effettiva parità tra i sessi, che fa sì che “la battaglie civili, politiche ed ecclesiali in questo ambito debbano ancora produrre frutti qualitativamente soddisfacenti”. No, quindi, ad una “questione femminile intesa solo come problema delle donne”, e ad una certa “regressione” verso immagini di donne “o tradizionali nel senso deteriore del termine, o legate a stereotipi del mondo della moda e dello spettacolo”. Sì, invece – conclude la teologa – al “compito comune” a uomini e donne di “dominare la terra nel senso di produrre cultura”, attraverso una “reciprocità” che “non si fermi al semplice piano biologico, ma tocchi la fatica del pensare, la capacità di riconoscere la comune vocazione ad essere entrambi immagine di Dio”.