A GORIZIA AGGREDITI DEI GIOVANI BENGALESI, IL VESCOVO DENUNCIA UN “CLIMA DI INTOLLERANZA”

“Costruire una città aperta ed accogliente nella reciproca valorizzazione delle diversità”. È l’invito rivolto da mons. Dino De Antoni, arcivescovo di Gorizia, ai fedeli della propria diocesi, “dopo l’episodio di violenza avvenuto sabato scorso nei giardini della città, in cui dei giovani bengalesi hanno subito un’aggressione da alcuni coetanei italiani”. In un comunicato stampa, diffuso ieri sera dalla diocesi, viene espressa “una forte condanna contro ogni forma di violenza, ribadendo piena solidarietà ai giovani bengalesi aggrediti e agli amici che erano con loro”. Tale episodio, si legge nel comunicato, “fa nascere alcuni interrogativi. Anzitutto ci si chiede se non stia crescendo nelle nostre città un clima di tensione ed intolleranza nei confronti degli immigrati e, più in generale, di chiunque in qualsiasi modo viene considerato ‘diverso’ rispetto ad una presunta idea di ‘normalità'”. Inoltre, “si constata che i tanti stranieri residenti in città o transitati a migliaia attraverso Gorizia in questi ultimi anni, non hanno mai provocato alcun problema di ordine pubblico. Suscita amarezza e tristezza il fatto che siano stati invece proprio dei giovani italiani a realizzare per la prima volta atti intimidatori ed inqualificabili nei confronti di persone immigrate nella nostra città”. Quanto accaduto fa poi riflettere “sulle cronache cittadine di questo periodo, con la constatazione della solitudine nella quale spesso crescono i nostri ragazzi, che spesso sembrano cercare nella trasgressione fine a sé stessa momenti di superamento delle proprie insicurezze”. Per l’arcivescovo, “non solo è indispensabile stigmatizzare il comportamento di chi strumentalizza il disagio giovanile, ma è anche necessario creare luoghi di confronto e formazione che possano essere autentiche palestre di democrazia, educazione alla giustizia, alla solidarietà e alla pace”.